mercoledì 1 febbraio 2012

AIRE ossia Italiani all'Estero

É bello essere felici.
In questi giorni ho visitato un sito supercool, Expatclic.com -l'espatrio al femminile, un sito pieno di suggerimenti interessanti, articoli e consigli pratici.
"L’equipe di Expatclic.com è composta da 9 intrepide donne  che hanno fatto dell'espatrio il loro stile di vita. Insieme hanno vissuto in 34 paesi diversi, parlano 8 lingue e ne balbettano altre 4 o 5, hanno figli/e di tutte le età, e affrontano nuovi spostamenti con allegria e caparbietà.
Appassionate dell'espatrio, felici di vivere in culture diverse, curiose e assetate di storie di vita all'estero, le nostre paladine sono in linea tutti i giorni 24 ore su 24 (a meno che non stiano traslocando....) per alimentare questo splendido progetto multilinguistico e multiculturale con le loro esperienze, la loro gioia di condividere, il loro ottimismo."
Ho contattato Claudia, l'ispiratrice del blog e abbiamo deciso di provare a linkarci e di vedere se questa collaborazione può essere utile anche a voi, cari amici, e, orizzontalmente, carissime purtroppamente troppo, amiche.
L'idea é di offrirvi articoli, tratti da Expatclic, su temi che io, maitre assoluto del blog, ritengo utili per acculturarvi, incuriosirvi e portare acqua al mulino della discussione e del confronto!
L'articolo sarà proposto con brevi introduzioni di 5 righe e il collegamento diretto all'articolo completo (basterà cliccare sulla parola Articolo).
Spero di farvi cosa gradita e vi omaggio ossequiosamente.

Primo articolo dedicato a un tema noioso, ma primordiale: l'AIRE, ossia l'Associazione Italiani Residenti all'Estero.
"Diciamocelo, l'AIRE è il tormentone degli italiani all'estero. E' la classica materia che potrebbe e dovrebbe essere semplice, e invece riesce magicamente a ingarbugliarsi e a confonderci le idee. Alcune ambasciate e consolati hanno delle procedure che differiscono da altre, e che possono addirittura essere, a volte, in contraddizione con le regole applicate dai vari comuni italiani, che a loro volta danno risposte differenti a seconda dell'ubicazione, della loro grandezza e del numero di iscritti all'AIRE che ospitano . ...segue..."  Per leggere l'articolo completo clicca su Articolo.

giovedì 26 gennaio 2012

Lego Man in Space

Ecco il video della curiosa impresa di due studenti 17enni di Toronto, Matthew Ho e Asad Muhammad, che hanno spedito il primo omino Lego nella stratosfera a 24 km dalla Terra.
Legospace ha volato a bordo di un pallone meteorologico  su cui erano fissate quattro telecamere e un cellulare. Dopo un viaggio di poco più di un'ora e mezza, il pallone è esploso e l'astronauta é ridisceso sulla Terra. Grazie a un piccolo paracadute di nylon, cucito a macchina dai due ragazzi, Legospace è atterrato a circa 120 km dalla rampa di lancio ed é stato recuperato attraverso Google Latitude.

Mentre a Milano si discute di mezze cartucce e di ius soli, in Canada due ragazzi dai cognomi "lombardi" vanno nella stratosfera.

martedì 17 gennaio 2012

Informazione

Anche nei televisori dell'aeroporto di Montreal il Comandante Schettino la fa da protagonista... Stessa cosa trasmessa su tutti i televisori della pizzeria Leonardo's di Detroit con esperti, comandanti in pensione, sub che commentano le immagini e i dialoghi tra il comandante e la capitaneria la CNN ne ha fatto uno specialone degno di Porta a Porta . Certo, il contrammiraglio Schettino non è stato un nocchiero di coraggio e ardimento. Un uomo terrorizzato, divorato dalla stupidità del proprio comportamento e dalla tragedia che si stava svolgendo per sua colpa. Nell'affresco dell'affondamento che regala tanto bel materiale a fotografi, procuratori, giornali, giornalisti, nani e ballerine, manca un protagonista: la compagnia americana proprietaria del marchio Costa, perché Costa Crociere è americana. La Carnival che è ben lieta di limitare il danno di immagine al marchio Costa, evitando spiacevoli abbinamenti alle belle crociere caraibiche, pacifiche e asiatiche, dedicate al più grande mercato turistico del mondo, è chi ha selezionato, assunto, formato, aggiornato, verificato, controllato l'ammiraglio Schettino e tutti coloro che passano, "inchinandosi", davanti a isole,coste e litorali. Carnival è chi assume e gestisce, attraverso società di comodo con sedi in Svizzera, Austria, Lussemburgo, ecc , gli equipaggi formati da filippini, peruviani e altri sventurati.
Perciò è tanto più comodo per tutti l'ammiraglio Schettino !

lunedì 9 gennaio 2012

All'aria aperta

Domenica abbbiamo fatto un altro passo nel processo di integrazione alla vita canadese.
La prima uscita con lo Sciclub!
Partiamo dall'estate, quando alcuni amici ci hanno fatto partecipare alle attività di uno Sciclub che offriva corsi per tutti i livelli, stage, sconti vari grazie all'iscrizione al gruppo e al pagamento del servizio.
L'associazione allo Sciclub é costata 65$ per tutta la famiglia. Grazie all'iscrizione abbiamo diritto allo sconto per gli impianti di risalita in 8 aree sciistiche intorno a Montreal, una serie di convenzioni di vario genere e la possibilità di iscriverci ai corsi (5 lezioni da 2 ore con maestro e gruppo massimo di 8 allievi) al costo di 40$ a corso. I partecipanti al corso debuttanti adulti erano 2 con 1 maestro e per i debuttanti junior erano 3 con una maestra.
L'attrezzatura é stata noleggiata al celebre negozio "La poubelle du ski" (letteralmente "la pattumiera dello sci"). Sci, bastoncini, casco e scarponi per un anno (settembre-settembre) 110$ per i bambini, 150$ per gli adulti.
Costo per l'impianto di risalita: 20$ per il giornaliero.
Autostrada: gratuita.
Distanza dal centro di Montreal: 1 ora.
Distanza degli impianti dall'uscita dell'autostrada: 3 minuti.
Parcheggio custodito, all'aperto presso l'impianto: gratuito.
Numero di seggiovie in partenza dalla base: 6
Toilette, acqua, the e caffé caldi al rifugio di partenza: gratuiti.
É vero, non parliamo di Dolomiti, né di Monte Bianco, non attraversi le valli incantate della Val Gardena, non trovi fiumi di speck e cime di strudel,  spolverate di zucchero a velo. Non assisti alla sfilata Pitti neve, non partecipi alla competizione "Attacchi in argento e sciarpetta in pelliccia di castoro selvaggio", non mangi tartare glassata alla rucola di monte, spruzzata di Chardonney cristallizzato in crema di pistacchi Bio nello chalet di Courmayeur o del Grosté, ma siamo partiti da casa alle 08.30 e siamo rientrati alle 15.30, senza fatica, senza code, senza spendere un occhio della testa, felici, con 4 ore di sci.
Il Canada é anche questo, ma anche in Canada i corsi debuttanti per i bambini piccoli vengono dati alle maestre più giovani!





martedì 3 gennaio 2012

Gianna


Fa tanto caldo. La bicicletta pesa, il pacco pesa, la strada è piena di buche, polverosa. La paura pesa sul cuore. Il sole brucia anche all'ombra e la strada sale. Il mio cuore batte forte e ho paura. Mio padre, al forno, mi ha detto di andare, di portare il pacco in montagna. Una bambina in bicicletta, la lasciano stare. Ma non è la prima volta e qualcuno di questi cani maledetti, mi ha già vista.  Ho paura e allora, in silenzio, sogno, volo con i sogni, mi lascio accompagnare dai giorni che verranno. A casa non si sogna, non si ride, non si deve ridere. Il mio cuore deve restare chiuso, ma io sogno, in silenzio, nessuno se ne deve accorgere. E i sogni mi accompagnano. 
Sogno il giorno in cui i soldati se ne andranno, in cui gli uomini torneranno dalle montagne e verranno al forno a prendere il pane e leggeranno il giornale al bar. Sogno la mia casa, il mio lavoro, la mia famiglia. Pedalo, pedalo, ho paura.
Salita, spingo la bicicletta, una camionetta è ferma al bordo della strada con le portiere aperte. Devo sognare più forte. Ho freddo. Ho il mio segreto. Non lo sa nessuno. Sogno le mie nipotine quando sarò vecchia, sono così reali, mi baciano sugli occhi, sono così care. Agata, Emma restate con me, rimanetemi vicina e tutta la paura passerà.
Ciao Joles, vola, vola sui pedali. Non avere paura, le tue nipotine saranno sempre con te. Ci manchi.

(14.12.2011)


Le strane abitudini (31.12.2011)


Le strane abitudini

Tutto il Mondo é paese. Una frase banale, un proverbio, un luogo comune, una verità, spesso divertente.
Anche qui, in Québec, esistono consuetudini, usi e usanze che non conoscevamo e alle quali abbiamo dovuto fare fronte. Esistono anche in Italia, non mi sembrava, chissà?
Feste di compleanno per bambini: al termine dell'evento, che sia a casa o in un luogo dove si organizzano feste di compleanno, il festeggiato saluta gli amici con un piccolo regalino in ricordo della giornata.

Vino al ristorante: visti i costi spesso elevati del vino che é distribuito da un unico importatore ufficiale (la SAQ, ossia la Provincia del Québec), i ristoranti invitano i clienti a portarsi il vino da casa.
Compiti scolastici: nessun compito é dato per le vacanze, anche a Natale.
Stop: non esiste la precedenza a destra, allo Stop passa chi arriva primo e allo Stop ci si deve sempre fermare per 3 secondi.
Inviti a cena: gli orari... purtroppo se sei con bambini o vai a casa di un canadese vero, l'orario non è mai più tardi delle 18.30/19.00, si mangia presto, soprattutto i bambini. L'omaggio... il presente + gradito per un invito a cena è 1 o 2 bottiglie di buon vino, niente fiori o cioccolatini, con il vino ci becchi sempre.
Case: quasi sempre, sia ch etu affitti o acquisti casa, gli elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie, asciugabiancheria) e la cucina(mobili, forno, fornelli e frigorifero) sono in dotazione. L'elettricità costa pochissimo per cui quasi tutto è elettrico e in casa solitamente hai un contatore da 40 kW (in Italia sono 3 kw).
Mensa: tutti fin da piccoli sono abituati a portarsi a scuola o al lavoro la boite à lunch con il pasto del mezzogiorno. Sono solo i dirigenti o chi lavora nel centro finanziario che esce a pranzo. Non ho mai visto mense, neppure alla Pratt & Whitney o alla General Electrics.
Scarpe: spesso la gente, in inverno, usa scarpe/stivali e bottes per raggiungere il lavoro e poi cambiarsi in ufficio, lasciando un paio di scarpe sotto la scrivania o nel cassetto... Spesso  le scarpe restano al loro posto anche in estate, fino all'inverno successivo.
Cimiteri: i cimiteri, soprattutto a Montreal, sono luoghi aperti e frequentati, aree verdi in cui fare una passeggiata, da attraversare correndo a piedi o in bici, da visitare come turista alla ricerca delle vittime del Titanic. Qualcuno ci fa anche il pic nic...
Passaggi a livello: lungo un' autostrada secondaria (!) Montreal-Quebec, una ferrovia attraversa il manto stradale creando il passaggio a livello più pericoloso del mondo. Periodicamente un treno merci di 30/40/50 vagoni attraversa l'autostrada, interrompendo il flusso continuo delle automobili che si devono fermare, in autostrada, per lasciare passare il treno.  Pare si tratti del solo caso di passaggio a livello autostradale nel mondo occidentale. Si trova a St Hyacinthe, Quebec.
The law is the law, by the book: frasi tormentone di questi mesi. E' così, per la maggior parte dei cittadini la regola è sacra e fare le cose seguendo la procedura è un punto di merito. Non chiedete mai a nessuno di fare un' eccezione, non ne sarà capace, si rifiuterà, entrerà in pausa come i robot di Asimov alla richiesta di una eccezione alle Leggi della Robotica. Per loro è contronatura, a meno che non incontriate un italo-canadese!
Buon anno nuovo!
Una stella ci protegge.

martedì 13 dicembre 2011

I falsi miti canadesi

Il periodo natalizio, festività tanto amata dagli organizzatori e dai partecipanti al noto Family Day di qualche anno fa, é la scelta ideale di noi iconoclasti per sfatare miti e leggende.
Come tutti sapete, il 25 Dicembre é la versione cristiana dei  Saturnali, le festività romane che si svolgevano da 17 al 23 dicembre e che iniziavano con grandi banchetti (il cenone di Natale), con sacrifici (la visita parenti) in un crescendo che poteva anche assumere talvolta caratteri orgiastici (Arcore, Villa Certosa, ecc.).  I partecipanti alle festività usavano scambiarsi l'augurio, accompagnato da piccoli doni simbolici, detti strenne. É tutto vero, ad eccezione della "visita parenti"...
Bene, ecco un breve elenco di falsi miti, legati al mondo canadese, che in realtà non sono proprio come li si immagina:
1)    la tutela e la cura per l’ambiente e l’energia. Niente di più falso, vedasi Kyoto e versioni più recenti. Qui, come detto da un caro amico, l’abitudine é di mettere la polvere sotto il tappeto, la loro fortuna é che il tappeto é verde, verdissimo e molto esteso. Sabbie bituminose, petrolio, foche, gas di scisti, caccia, rifiuti, spreco energetico, chi più ne ha, più ne metta.
2)    la puntualità. É tutto un dire: la puntualità dei canadesi, il rispetto degli orari, ecc. Balle, la puntualità sia in ambito privato che lavorativo é identica a quella europea. Si arriva quando si può e spesso in ritardo.
3)    le tasse. Ce ne sono tante e si devono pagare tutte. Aumentano anno dopo anno, così come i prezzi. Sono tutti arrabbiati con politici, stato e comuni. Troppi eletti, troppe spese inutili, troppi costi, troppe tasse. Tutto il mondo é paese.
4)    il governo. Il Canada é a guida destra, quasi estrema. Il governo conservatore, molto conservatore, ha avuto la maggioranza e per i prossimi 4 anni, che seguono i 3 appena trascorsi, avrà carta bianca.
5)    le armi e la pace. Il governo conservatore vuole liberalizzarle come in USA. Il Canada ha partecipato a tutte le missioni di peacekeeping (Iraq, Afghanistan, Libia) e alcune multinazionali canadesi hanno cercato di favorire l’esilio di Gheddafi e della famiglia del rais della Tunisia.
6)    i mezzi pubblici. Al di là della metropolitana e dell’autobus, i mezzi pubblici sono di un’altra generazione. Il treno ? Inesistente. Il traffico, a Montreal mostruoso.
7)    gli scioperi e i sindacati. Il canada pubblico é nelle mani dei sindacati. Chiedete del servizio di nettezza urbana a Toronto o dei poliziotti di Montreal o degli impiegati comunali di Sherbooke o i voli di Air Canada.
8)    il grande nord. Inuit e Nativi sono una minoranza sfortunata e maltrattata. Lo sfrutamento delel popolazioni e dei territori é una piaga mai sanata.
9)         le vacanze. In Canada e in USA non si fanno vacanze e le aziende sono sempre aperte... cu cu! Anche negli USA le vacanze di Natale alla fine sono 2 settimane, ma guai a dire Buon Natale! Commercialmente é meglio proporre un "Buone vacanze - Season's greetings", meno impegnativo e   adatto a tutte le comunità religiose.
10) ...

Attendo integrazioni e smentite!
Buona Santa Lucia.

martedì 6 dicembre 2011

Il racconto di un padre

Qualche giorno fa ho ricevuto il primo messaggio da Carlo, un lettore del blog, che mi chiedeva un consiglio. 
A me...?!? A me che vivo con tre donne a cui non posso osare di consigliare neppure il gusto del succo di frutta! Questa solidarietà di genere e questo momento di esaltazione mi hanno portato a una simpatia naturale e immediata. Carlo mi ha inviato un articolo che ha scritto qualche giorno fa e che é stato pubblicato su "La Stampa" a fine novembre 2011.
Ho chiesto a Carlo la possibilità di condividere con il blog il suo scritto e Carlo mi ha inviato con grande entusiasmo il suo ok e la versione cartacea dell'articolo.  Ecco la loro storia. Grazie Carlo.


"Tutto comincia dalla frase che vedete qui accanto. E’ rimasta lì appesa in silenzio dietro ai vetri di una porta per un anno, prima che mi accorgessi di lei. Poi, un giorno, mi fermo, la vedo e provo a leggerla: è molto difficile, ma riesco. Una cosa mi colpisce, in particolare. Questa scritta non è messa lì per chi, come me, passa nel corridoio, ma per chi esce dalla stanza: i medici, solo loro quando escono la leggono-aldritto e la leggono così: «Quando curi una persona puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere».

Stesso periodo, altra scena, notte, dormiveglia, si apre la porta con delicatezza, Lei entra, passi leggeri, molto leggeri, si avvicina a Lui, si china su di Lui, muove le mani, con sapienza, Lui si agita un poco, Lei gli parla con dolcezza, lo tranquillizza, si alza, e come è entrata, altrettanto silenziosamente se ne esce. Un angelo .. E’ solo un sogno, torno a dormire.

Mesi dopo, giorno, sempre nella stessa stanza, è l’ora della medicazione, Lei, sicurissima, lavora e muove le mani come se non fossero sue (un po’ come quando la nonna non guardava nel pizzicare gli agnolotti). Lui le parla, le racconta le difficili regole di un gioco di carte, Lei ascolta.

Continuano a parlarsi come se fossero a prendere il tè: in questo momento davanti a me c’è il tubicino del cvc che entra nel suo torace, è il momento più delicato, ad altissimo rischio di infezione (tremo sempre in questo momento quando tocca a me fare la medicazione, come una sensazione di sollevare-un-pocoil-velo che nasconde il pulsare della-vita).

Invece quei due... Come se niente fosse. Poi Lei, chiudendo le garze, dice «Cavolo, fossero tutti come te, così allegri e sereni, perché non mi accompagni nelle altre stanze a portare un po’ di buon umore?». Io rimango lì, inebetito e affascinato: in tutti questi mesi non sono mai stato buono a dirgli nulla, ma solo a pensare come fare a togliergli dalla faccia quello sguardo depresso! e invece Lei, in due secondi, non solo gli trasmette una risata, ma rilancia coinvolgendolo in potenziali-ulteriori-risate).

Terzo episodio: cambio di rotta, la malattia come sempre imprevedibile, ha svoltato senza-mettere-la-freccia. I medici ci spiegano come pensano di proseguire. Al termine della spiegazione andiamo tutti da nostro figlio (che da due mesi è chiuso nella stessa stanza) per spiegargli il nuovo percorso.

Attori: nostro figlio, il medico, noi. Il medico gli spiega tutto e come sempre gli chiede se ha domande, Lui risponde di no. E il medico fa silenzio, una lunga pausa di silenzio, in camera non vola una mosca. Solo silenzio, noi molto imbarazzati: ok gli hai detto tutto quello che c’era da dire, chiudiamola qui... Trenta secondi di silenzio totale.

Il medico riprende brevemente a parlare, ripetendosi, senza aggiungere niente di nuovo. Poi ancora silenzio, altri trenta secondi di silenzio: un’eternità. Alla fine dei trenta secondi, nostro figlio fa un cenno e chiede: «Ci sarebbe la possibilità di una pausa a casa?». Era tutto qui, il medico sapeva e aspettava la domanda. Quella domanda.

Il dialogo (dia-logos), questo sconosciuto. Che lezione per noi genitori. Domanda: quante volte parlando con i nostri figli, siamo stati capaci di attendere in silenzio trenta secondi per permettere loro di elaborare e poter così tirarfuori-quello-che-avevano-dentro? nota: per capire quanto sono lunghi trenta secondi di silenzio ho provato a raccontare questo episodio facendo io una pausa di silenzio di 5-6 secondi dopo aver detto «e il medico gli chiede se ha domande». L’interlocutore mi guardava come se fossi diventato scemo (provare per credere).

Siamo al quinto piano dell’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, reparto di Onco-ematologia. Insieme a mia moglie, abbiamo cercato di spiegare con tre brevi esempi come tutto-ilpersonale di un ospedale pubblico si stia prendendo cura di nostro figlio: queste parole, scritte al termine di una tappa di alcuni mesi, di un percorso che prosegue ora in Centro Trapianti, vogliono testimoniare il nostro «grazie» a tutti quelli che stanno dedicando la loro esistenza per la vita di nostro figlio, dei nostri figli.

Medici, infermiere, oss, addetti alle pulizie... Tutti, in ciascuna struttura del reparto (degenza, ambulatorio, DayHospital, Centro-Trapianti), si dedicano ai nostri figli con grande professionalità (e questo, in un centro d’eccellenza, ce lo aspettavamo), ma, ci preme sottolineare, ciascuno sa (è co-sciente) che il suo ruolo è indispensabile per la vita dei nostri figli.

Questo approccio, non arriva dall’alto, non si inventa sui due piedi ne è frutto del caso, ma mostra con chiarezza una strategia che arriva da lontano: più approfondiamo, più scopriamo che da anni tante persone hanno lavorato con entusiasmo professionale per far crescere questo reparto, questo centro che a noi piace chiamare «incubatore-di-vita», dove non si è un numero ma ciascun piccolo paziente è sempre chiamato, per nome e con un sorriso.

Dove tutte/tutti si muovono per cercare il Suo benessere, sempre, giorno-e-notte. Un luogo dove tutti/tutte «danzano» per accompagnarlo verso la vita. Ci piacerebbe infine sottolineare in modo particolare, la presenza delle infermiere giovani che amano, coccolano e curano i nostri figli (neonati o a d o l e s c e n t i , bianchi o neri, ricchi o poveri,), portando nel cuore, dei loro venticinque anni, il desiderio che tutti ce la facciano.

Tornando alla frase iniziale appesa al contrario sulla porta dello studio dei medici: «Quando curi una persona puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere».

Questa frase, scritta al contrario, di difficile lettura per noi che veniamo dall’esterno, sembra quasi dirci che è volutamente incomprensibile per chi la legge-da-fuori: per accorgersene e comprenderla ci vuole tempo. O forse soltanto un sorriso."

*L’autore di questo articolo è Carlo Paccagnini, il padre di un bambino ricoverato al Regina Margherita a Torino.

giovedì 17 novembre 2011

Il Meteo a Montreal

Little Champlain Street - Quebec - 1916
"Ma non avete ancora fatto un inverno? Vero? Allora..." Questa é la frase più utilizzata dai Quebecchesi pure laine e dagli espatriati sopravvissuti alle raffiche, per accogliere il nuovo arrivato. Una sorta di "nonnismo" da caserma, una forma di sadismo e di liberazione, un momento di grande esaltazione e terrore.
Un po`come se noi in Italia, accogliessimo i nuovi arrivati chiedendo: "Ma non avete mai visto Venezia? o la cupola del Brunelleschi o Piazza di Spagna o il Duomo di Milano o Assisi o la Costiera o la Villa di Adriano? Vero? Allora ..." 
Raffiche a -30, neve, lacrime che si ghiacciano, mani mozzate dal gelo, bambini dispersi, mesi trascorsi in casa o in garage. Il terrore.
Bene, noi siamo arrivati in Luglio 2010 e io avevo già trascorso alcuni mesi invernali a Montreal e un bel periodo in Settembre 2008.
Da allora ci siamo presi una estate 2010 eccezionale per il caldo e il sole, un inverno eccezionale per il quantitativo di neve, picchi di temperatura rigida e durata, la primavera piu piovosa a memoria d'uomo con inondazioni mai viste, una estate 2011 eccezionale per lunghezza, piacevolezza e temperature, un autunno incredibile, eccezionale (ancora oggi +12).
Si sta benissimo, nessun problema, basta coprirsi un po`in inverno (certo, guanti, completo da sci per i bambini per  andare a scuola e scarpe pesanti), ma si vive benissimo. Si va al parco a fare la slitta, si gioca a palle di neve, si va lo stesso a correre (fino a -18), si cammina e si vive bene.
Le case sono riscaldate, l'acqua calda scorre anche qui e i nostri bambini, pur trascorrendo spesso la giornata all'aria aperta, non si sono mai ammalati.Io, che viaggio in auto ogni giorno e lavoro fuori Montreal, ho perso un solo giorno di lavoro, perché volevo restare a casa a vedere la prima nevicata.
Imperativo: scarpe comode e impermeabili, guanti e cappello con paraorecchie, giacca pesante, pneumatici invernali e telecomando per accensione auto a distanza!

Il vero fastidio? La pioggia in primavera, c'erano giorni che rimpiangevi la neve!



sabato 12 novembre 2011

Scommessa

Ho scommesso una bottiglia di vino che Mr. Banana oggi non si dimette e che tratta fino a domenica, per avere quello che gli serve prima di cedere. Radio Canada lo da per dimissionato.

venerdì 21 ottobre 2011

Affittare o comprare una casa a Montreal

Post difficile e complicato. Attingo all'esperienza personale e alle esperienze raccontate da amici e conoscenti italiani, francesi, canadesi, messicani, ontariani e quebecchesi.
Per una bella casa serve soprattutto il dollaro, questa é l'unica verità universale che si applica a tutti i Paesi del Mondo!
A parte questo, le case sono più care a Montreal? Sono più brutte, più belle, azzurre, rosa o verdi? Non lo so, dipende da quali case, da quale quartiere, da dove venite e dove andate.
Il mio approccio é: pensare a un budget, scegliere un quartiere, cercare un'agenzia immobiliare, guardare i giornali e i siti web per visitare, valutare, capire e scegliere.
Fattori primordiali da considerare nel cercare la giusta localizzazione della casa da emigrante sono la vicinanza al lavoro o alla scuola e ai mezzi pubblici (bus o metro). Risparmiare sull'auto potrebbe essere fin da subito un buon elemento da tenere in considerazione fin da subito.
Elementi di conforto nella ricerca della casa: il mercato é molto vasto, le agenzie immobiliari sono serie, i diritti del consumatore sono tutelati e regolati dalla legge, il nero é raro, le case sono fornite complete di cucina e elettrodomestici (lavatrice, asciugabiancheria, forno, frigo, lavastoviglie), la commissione é sempre pagata dal venditore/locatore, cercando si trova facilmente, l'elettricità costa poco.
Elementi di sconforto: le case sono generalmente meno curate e meno solide (vernice, pittura, porte, infissi, mattonelle, moquette, isolanti, vetri), i bagni sono piccoli e di solito uno per appartamento, la stagione degli affitti é praticamente stabilita da un calendario che prevede inizio e fine contratti al 1 luglio di ogni anno.

Facciamo degli esempi (Montreal)
Westmount 7 camere, 2 bagni, cucina, garage $3500 mese (incluso riscaldamento e déneigement)
Mont Royal, 7 camere, cucina, 2 bagni, sous-sol attrezzato, garage, giardino, $4500 mese (incluso riscaldamento e giardinaggio)
Outremont 7 camere, 1 bagno, cucina, garage, cantina, $2600 mese (incluso riscaldamento e déneigement)
Outremont 5 camere, 1 bagno, cucina $1650 mese
CDN 5 camere, 1 bagno, cucina $1200 mese
Rosemont 4 camere, 1 bagno, cucina $800 mese

Fuori Montreal i prezzi si abbassano, ma sono necessarie l'auto e il lavoro non troppo lontano.

Per la tipologia delle case la varietà regna sovrana: condominio, villetta singola, appartamento in casetta a 2/3/4 appartamenti (dicesi condo in duplex, triplex,ecc), détaché o semi-détaché (ossia casette attaccate sui due lati o attaccata su un solo lato), piano terra (rez de chaussé), seminterrato (sous-sol), tetto piatto, con terrazzo o senza, scala di servizio interna o esterna, , muro in mattoni o in legno, ecc.ecc.
Le case (fino a 3 piani) sono generalmente costruite in legno, foderate e ricoperte da pannelli in pietra/materiali sintetici e stucco, le porte sono leggerissime e raramente "blindate", i citofoni sono rarissimi, non esistono i bidet, difficilmente si trovano recinzioni, siepi, muretti, cancelli e cancellini. Il cemento armato ad uso abitativo é una nuova tecnica ancora in via di affermazione! L'isolamento acustico é un optional, l'isolamento termico inutile, l'energia costa poco e nessuno se ne preoccupa.
Ah, quando cercate casa dovete considerare che il numero di stanze indicato (1/2/3/4/5/6/7) corrisponde a camere da letto, sala pranzo, salotto, ufficio, cucina. A questo solitamente si aggiunge un 1/2 che corrisponde al bagno. 
Un appartamento cosiddetto 5 1/2 corrisponde a cucina, sala pranzo, salotto, camera letto, camera letto, bagno.

Quartieri/Banlieue
Vieux Montreal - il porto, turismo, gallerie d'arte, uffici, studi
Ville Marie - la city, condomini/grattacieli, banche, uffici, shopping, teatri
Mont Royal - quartiere residenziale borghese a villette, dentro la cintura della metropolitaine, elegante, senza negozi, vicino al centro
Westmount - quartiere dell'elite anglofona, ricco, elegante, verde, caro, Chelsea a Montreal, vicino al centro e al Mont Royal
Outremont - quartiere della borghesia francofona e degli ebrei ortodossi, europeo, negozi, scuole, parchi, caro, ma ben servito (metro, bus), comodo per l'aeroporto e vicino al centro e al Mont Royal
NDG - quartiere della media borghesia quebecchese, meno caro di Outremont e di Westmount, ma comunque verde, ben tenuto, con tante villette, poco servito dai mezzi pubblici
CDN - quartiere dell'immigrazione africana e asiatica, dell'università di Montreal, colorato, vivace, negozi, scuole, ospedali, ma anche disordine e fatica
St Michel - quartiere dell'immigrazione italiana e hispanica, con zone piacevoli e altre meno
Ochealaga-Maisonneuve - quartiere della classe medio-bassa quebecchese e degli immigrati che si integrano, a me piace, vicino alla Zona olimpica, al giardino botanico, un misto di tutto
Saint Lambert - prima banlieue ricca e storica di Montreal, non appena si passano i ponti verso la riva sud. Verde, villette, piccolo centro, scuole, vicino al centro, ma in periferia, meno caro del centro, ma più caro di altre banlieues
Longueil - come sopra, ma con un settore industriale importante (Pratt & Whitney, ecc.)
Boucherville - Saint Lambert più moderno e giovane, meno affascinante ma ben servito e attrezzato, con parchi, scuole, negosi, Ikea
Laval (la città più vicina a Montreal, anzi l'estensione di Montreal, ma senza Montreal) industriale, trafficata, servita, a buon mercato.

Siti web da visitare (si possono vedere i prezzi di affitto e vendita, le schede e le fotografie delle proprietà sul mercato agenzie e privato, in tutto il Canada, suddivise per prezzi, tipologia, quartieri, ecc.)
www.duproprio.com - mercato tra privati senza intermediazione di agenzia
www.centris.ca - tutte le proprietà in mano a tutte le agenzie

Network delle agenzie immobiliari più conosciute
Remax - Sutton - Century 21 - Realta - Propriodirect

Affittare
il contratto di affitto é regolato da un'agenzia provinciale e l'inquilino é molto tutelato. Il contratto di affitto si sigla utilizzando un modulo standard, acquistabile in edicola (1$) che deve poi essere depositato all'ente governativo regolatore. Spesso si paga l'affitto con assegni post-datati (qui sono legali e utilizzati frequentemente). Spesso nell'affitto sono compresi tutti i consumi o almeno il riscaldamento. Tutto il resto come in Italia.

Comprare
ma volete proprio che ve ne parli? Vi basti sapere che anche in questo caso il consumatore é molto tutelato e le responsabilità del venditore sono notevoli, così come quelle dell'agenzia.
Ricordatevi che quando comprate una casa dovete sempre pagare al comune una tassa una-tantum, cosiddetta di Bienvenue (dal nome del ministro che l'ha istituita) che corrisponde all'incirca al 0,75% del valore di vendita. Il notaio costa circa 1500$ (tariffa fissa). Ogni anno si pagano le tasse municipali e le tasse scolari. Prima di comprare una casa, per avere un mutuo e per tutelare l'acquirente, é necessario ottenere un rapporto sullo stato della proprietà da parte di un ispettore indipendente (600$).

 Ultime considerazioni: se possibile conviene comprare la casa, piuttosto che affittarla. Il costo del denaro é basso e, conseguentemente, con un buon affitto si paga un ottimo mutuo. Il mercato é costantemente in aumento di prezzi. La casa che compri  la Montreal costa la metà di una casa nella stessa zona e con le stesse caratteristiche (numero di stanze, metratura) a Milano, ma é fatta meno bene e necessita di maggiore manutenzione.
La mia conclusione é: sforare il budget, sbagliare il quartiere, fare tutto da solo, improvvisare, seguire l'istinto e pagare.

martedì 11 ottobre 2011

Le paure

L'ultimo sondaggio  aveva come argomento le paure che vi suscita il pensiero del trasferimento a Montreal.
In questo blog parliamo quasi sempre di Montreal, poco del Quebec e pochissimo del resto del Canada. Io vivo a Montreal e la regola che mi sono imposto é di parlare di eventi e esperienze che vivo direttamente. Fatta la premessa, partimmo con la condivisione.

I votanti hanno creato una graduatoria che, partendo dalla paura più intensa fino alla meno angosciante, si dipana come segue:
Sanità pubblica a Montreal Clima e meteo a Montreal
Ricerca del lavoro a Montreal
Abitazione a Montreal
Educazione scolastica e asili a Montreal
Lingua e abitudini a Montreal
Rapporti sociali a Montreal
Politica in Quebec
Traffico a Montreal
Alimentazione a Montreal
Violenza urbana a Montreal

Leggo e rileggo la classifica e non riesco a decidere come approcciare il discorso. Ho sicuramente bisogno degli altri partecipanti al blog per sviluppare la discussione, ma per quanto mi riguarda io sono d'accordo solo con il posizionamento di "Alimentazione a Montreal".
La mia classifica delle paure, dopo più di un anno da emigrante, é:
Politica-Lavoro-Lingua-Traffico-Violenza-Abitazione-Rapportisociali-Sanità-Scuola-Clima-Alimentazione.
Politica, perché il futuro e il benessere di una comunità dipendono dai cittadini e dalle visioni e dalle pianificazioni politiche e le guide politiche di Montreal e del Quebec sono degli inetti. Gli sprechi, la negligenza, la mancanza di pianificazione, la scarsa e colpevole attenzione nei confronti della collusione e del malaffare sono un morbo che provoca danni dagli effetti decennali. Costruzioni, Strade, Trasporti, Sanità, Coordinamento, Spese. In questi capitoli affondano le loro radici le malattie di Montreal. Ma sembra che ci stiano lavorando.
Lavoro, perché trovare rapidamente un lavoro dignitoso nel quale inserirsi e grazie al quale costruire la propria vita, non é facile come sembra. All'inizio é dura, durissima, pazienza e perseveranza. Ma si può fare.
Lingua, perché cercare sempre la parola giusta, spiegarsi traducendo continuamente, convincere qualcuno, vendere il tuo prodotto in una lingua diversa non é come comprare qualcosa in vacanza. Perché ci sono gli accenti, i dialetti, la velocità, i termini, i figli che ti chiedono come si dice, i colleghi, i clienti, i commessi. Perché le lingue sono due e mai la tua. Ma si deve fare e la gente ti ascolta con pazienza.
Traffico, perché se vivi dalla parte sbagliata dei ponti o del tunnel devi immaginare 2 ore di coda per entrare in città e 2 ore di coda per uscire. 2 ore per fare 30 km non sono poche, ogni giorno, dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 16.30 alle 19.00. I ponti e la tangenziale, i lavori in corso e la manutenzione eccezionale stanno soffocando Montreal. Credetemi il traffico é un problema in crescendo e diventerà micidiale. I trasporti pubblici sono efficienti, ma non capillari e vivere fuori Montreal può essere conveniente, piacevole, riposante, ma infernale se avete orari e percorsi milanesi. Ma se ne discute con forza e prima o poi cambierà.
Violenza, perché a Montreal si spara, a Montreal i caffé italiani scoppiano, a Montreal si fanno esecuzioni per strada. 24 omicidi nell'ultimo anno, un regolamento di conti tra Mafia, Gangs de rue, Motards, ecc. Montreal é una città alla moda, ma la tensione nelle periferie esiste e la politica non si muove. Ma... non so, sembra tutto così sbiadito e lontano.
Abitazione, perché la casa é il tuo nido, il tuo rifugio, soprattutto d'inverno e Montreal é una grande città industriale con una tradizione di costruzioni abbastanza debole. Le case non sono proprio tirolesi. Ma le banlieues sono piacevoli e i prezzi sono  abbordabili. 
Rapporti sociali, perché a casa tua sei abituato a essere a tuo agio, a scegliere amici, conoscenti, frequentazioni, a sapere cosa dire, cosa fare, cosa aspettarti. Qui no. Sei come un bambino che cresce e deve trovare abitudini, routines e punti di riferimento. Devi capire cosa vogliono dire gli sguardi e come acquistare confidenza in te stesso. Ma fa parte della sfida, anche se non é sempre piacevole.
Sanità e scuola, perché a casa scuola e sanità sono due pilastri della tua vita. Sei stato studente e ammalato per 30/40 anni, quindi sai cosa aspettarti, sai dove é il bene e dove é il male. Qui devi scoprirlo e sembra decisamente peggio di quello che é. Tutti coloro che si sono dovuti confrontare con sanità e scuola, dicono che all'inizio erano intimoriti e spaventati, ma alla resa dei conti scuola e sanità sono molto buoni. Sono diversi, pur essendo pubblici. Ma funzionano e non sono un problema.
Clima e alimentazione, le ultime e inutili paure. Mangi come, quanto e quello che vuoi e ti piace. Credo che il clima vissuto a Montreal nell'ultimo anno sia il migliore che io abbia mai respirato (aria pulita compresa). Neve, sole, caldo, fiori. É vero fa freddo, ma basta coprirsi. E tutto funziona a meraviglia.

sabato 8 ottobre 2011

Donate donate donate

Lo spot che vedete é stato creato dalla Azienda Ospedaliera di Brotzu per sensibilizzare il pubblico alla donazione di organi. Lo spot che trovo commuovente, bello, sincero e positivo é stato accompagnato da numerose polemiche, appoggiate da quei pirla del PDL meno L. che hanno strumentalizzato la vicenda solo per farsi un pó di pubblicità. Lo spot e costato 312 Euro. Ai PDL meno L ricorderei da mia esperienza personale tante spese di comunicazione e pubblicità,  tra cui il costo del nuovo logo dell'amministrazione comunale di Roma ai tempi del bel Uolter: 100.000 Euro. Bravi Brotzu!

mercoledì 5 ottobre 2011

Amo, Odio, mi sorprendo



"Papá, qui non si può usare l' iPhone!"- in omaggio a Steve Jobs
Lancio un appello a chi ha partecipato alla compilazione delle liste « Amo il Quebec e l’Ontario laici e odio il Canada” per provare a ripetere la stessa operazione a un anno di distanza.
Tra i lettori del blog c’é chi é arrivato recentemente, chi ci lascerà a breve e a cui, tra le lacrime, auguriamo ogni bene e che aspetteremo sempre a braccia aperte, chi si sta stabilizzando, pur mantenendo una presa d’acciaio sulla carotide della malinconia, chi  ha comprato casa, chi si arrabbia, chi si integra, chi é felice, chi é triste e chi é diventato bilingue.
Dopo un anno, tanta acqua é passata sotto i fragili ponti di Montreal e tanto sole ha brillato nell’estate canadese.
Quali sono i risultati di un anno da emigrante? I 10 fattori di amore e di odio sono cambiati? Qualcosa si é risolto, qualcosa é peggiorato?


Io preparo un nuovo post e nel frattempo vi elenco una serie di curiosità del Quebec che continuano a sorprendermi.
10 curiosità:
  1. Non potrai mai ordinare un bicchiere di latte caldo in un bar, neppure in pieno inverno. Qui il latte si beve solo ghiacciato!
  2. Non esiste la precedenza a destra. Allo STOP ci si deve sempre fermare per 3 secondi e il primo che arriva ha la precedenza  su tutti gli altri, indipendentemente che arrivi da destra o da sinistra. A tutti i semafori del Nord America si può svoltare a destra sul rosso, tranne che in casi eccezionali e sull'intera isola di Montreal.
  3. Le motociclette restano in fila come le auto e parcheggiano come le auto.
  4. I prezzi esposti al pubblico non contengono le due tasse che compongono il prezzo finale, ma non tutti i prodotti prevedono le tasse (pane, vino, frutta, verdura, latte, ecc.). L’acqua gasata é tassata!
  5. Paghi anche quando ricevi una telefonata! La connessione internet costa un botto.
  6. Ogni volta che compri una casa paghi al quartiere una tassa forfettaria a fondo perduto, anche se cambi casa nello stesso quartiere.
  7. Il 1 di luglio tutto il mondo cambia casa.
  8. Su radio e televisione di Stato non esiste la pubblicità.
  9. Puoi portare il tuo vino al ristorante, senza alcun problema.
  10. Aree di pattinaggio su ghiaccio, piscinette e aree giochi d’acqua, mezzi pubblici sono sempre gratuiti per i bambini.
 Aspetto trepidante una revisione dei 10 punti di amore e odio e saluto tutti.

giovedì 29 settembre 2011

Crisi finanziaria: «Noi Canadesi, non abbiamo niente da temere! La prova, stiamo ancora salendo!»

Sono stufo della Minetti, basta interessarsi solo alla vita privata della gente ... 
Parliamo di crisi, allora, la crisi che stiamo afforontando responsabilmente e seriamente grazie alla guida politica e sociale dei nostri amministratori. Avanti Nichi e l'Umberto a braccetto.
Anche in Canada c`é crisi? 
Non come in Europa, siamo meno, abbiamo un territorio immenso e riserve naturali smisurate, ma il nostro mercato interno non é sufficiente e il mercato di riferimento sono gli USA. Una crisi in USA corrisponde comunque a una crisi in Canada e se la domanda di energia cala, anche le materie prime canadesi ristagnano, i prezzi aumentano, la disoccupazione cresce, il potere d'acquisto cala e la preoccupazione avanza. Per ora i segnali sono minimi, ma da questa estate tutti i commentatori e gli economisti stanno sollevando dubbi e ansia da tenuta dell'economia. L'industria manifatturiera soffre la concorrenza asiatica e i grandi gruppi possono traslocare in USA dove la manodopera costa il 30% in meno e lo Stato stende ponti d'oro a chi investe.
Anche qui l'indebitamento delle coppie (i menages) é elevato e il sostegno sociale é molto esteso e costoso. Il prezzo della benzina é aumentato del 25% nell'ultimo anno e mezzo, i prezzi degli alimentari anche e i costi delle case non accennano a diminuire. Aumentano le tasse scolastiche, i bliglietti dei mezzi pubblici, i parcheggi, il caffé.
Non sembra, ma anche qui si comincia a guardare all'Europa come a una fonte di angoscia.
Concludo il post con una domanda classica e una risposta secca:
"Ma in Quebec, il costo della vita é più basso?"
"Ad eccezione dei prezzi delle case, NO".
In ogni caso, per tranquillizzare chi teme il clima canadese: fino a ieri solo con 24 C, oggi bruttino, ma 20 C. Mica male per fine settembre.
La vignetta tratta da Le Devoir mi é sembrata molto adatta.


lunedì 26 settembre 2011

Il lavoro a Montreal - 2 puntata

Il Consigliere Regionale Regione Lombardia, Nicole Minetti, 
al matrimonio della sorella (fonte: Corriere della Sera).
A Montreal, in ufficio, si lavora generalmente dalle 9 alle 17 (orario continuato, con micropausa per il pranzo) o dalle 8 alle 17.00 con un'ora di pausa pranzo. Il nastro orario é comunque di 40 ore settimanali più eventuali straordinari.
Gli esercizi commerciali sono aperti 7 giorni su 7 con orari un po' particolari (per esempio 10.00-17.00 lun mart merc - 10.00-21.00 gio ven-10.00-17.00 sab dom). Solitamente giovedì e venerdì i negozi sono aperti fino a tardi, sabato e domenica chiudono presto. Questa particolarità deriva dal fatto che il giovedì é il giorno di paga!

Le banche sono aperte come i negozi, spesso anche il sabato.
La gente mangia spesso in ufficio con la boite-à-lunch e tiene in ufficio, dentro un cassetto, un paio di scarpe comode o eleganti da utilizzare in inverno (quando si arriva in ufficio con le scarpe da neve) o da cambiare con scarpe da ginnastica per andare a casa a piedi o in metro.
I giorni festivi che cadono di domenica o di sabato vengono recuperati.

I sindacati sono presenti nelle grandi aziende, nelle multinazionali e nelle piccole aziende che non riescono a  tenerli fuori. I sindacati sono il vero spauracchio delle pmi e sono una fonte continua di discussioni. I sindacati della costruzione, per esempio, sono sempre al centro delle polemiche per le collusioni con la malavita, per gli scioperi e per i privilegi, piu o meno presunti.
La sicurezza sul lavoro, la HACCP, la 626, la normativa su igiene e alimenti, paragonate alle normative europee, sono molto meno scrupolose. Non riesco a comprendere dove sia la follia!
Gli stipendi sono legati alle diverse figure professionali e alla contrattazione individuale partendo da un salario minimo orario che parte da 8.35 $ orari per i dipendenti degli esercizi dove é prevista la mancia.
Il sito governativo della Commissione delle norme del lavoro é molto interessante:

http://www.cnt.gouv.qc.ca/salaire-paie-et-travail/salaire/

Ho trovato stipendi alti ? No. Considerando 13/14/TFR/ROL, polizza integrativa, buono pasto, ferie, indennità varie, garanzia del posto di lavoro, direi che il lavoro in Italia, fino a che c`é stato, era molto ben retribuito, poi dipende sempre dal settore, dal ruolo, dall'inquadramento, dall'azienda, ecc.ecc.
Chi sono i ricchi?
Imprenditori, Dentisti, Avvocati, Ristoratori, Finanza, Università, Ingegneri, Dirigenti multinazionali, Immobiliaristi.
Chi sono i sereni (all'italiana e alla canadese) con buoni stipendi, piano pensioni, ferie, posto sicuro, benefit vari: dipendenti"statali", comunali, federali e provinciali; insegnanti; dipendenti grandi aziende pubbliche (Hydroquebec, SAQ, etc); sindacalisti; infermieri e medici.
Ci si può inventare un lavoro? Sì.
La burocrazia ti uccide? No.
C`é mobilità sociale? Abbastanza.
Ci sono discriminazioni sesso, nazionalità, età? Questi atteggiamenti, queste aberrazioni esistono anche qui. Meno che in Europa e spesso in modo differente.
Buona settimana.

venerdì 16 settembre 2011

Il lavoro a Montreal - 1 puntata

Montreal é un'isola che si estende a dimensioni metropolitane inglobando alcune città periferiche esterne con dimensioni anche notevoli .
Nel Febbraio 2011, in previsione del censimento, Statistics Canada ha stabilito i limiti dell'area della Montreal metropolitana con una superficie di 4.259 chilometri quadrati e una popolazione di circa  3.9 milioni di abitanti  di cui  1.9 milioni nell'isola di Montreal. 
Montreal metropolitana é la porta d'ingresso degli emigranti soprattutto Atlantici e Francofoni.

Credo sia utile sfruttare tutte le risorse di Internet per informarsi e leggere dati, consultare, analizzare. Il sito ufficiale della città di Montreal é ricco di notizie e di informazioni.  Qui di seguito, per esempio potete trovare tante statistiche aggiornate:
http://ville.montreal.qc.ca/portal/page_pageid=6897,67633583&_dad=portal&_schema=PORTAL

Perché leggere le statistiche? Perché e' piú facile capire che il Paradiso non esiste e che emigrare, senza avere un lavoro, é una esperienza che può rivelarsi molto dura, soprattutto se si ha famiglia, se non si é giovanissimi, se non si é disposti a compromessi, purtroppo a volte anche umilianti, se ci si illude di poter fare valere da subito la propria reale professionalità.

"L'emploi a été marqué par un recul important de 15 200 postes en août par rapport au mois précédent. Il s'agit de la plus importante baisse mensuelle observée depuis le début des années 2000. L'emploi à temps plein et à temps partiel ont tous deux écopé perdant chacun 8 400 et 6 800 emplois. Pour plus de détails, nous vous invitons à consulter le bulletin Enquête sur la population active, édition du mois d'août 2011. "

Il lavoro...

Non riesco a scrivere un bel post tipo tema da maturità o comunicato stampa. Sono troppo coinvolto. Vi elencherò di seguito alcune considerazioni che spero possano essere utili.

Siete medici, ingegneri, chimici, fisici, notai, avvocati, commercialisti, contabili, infermieri, giornalisti, architetti, ecc.? Se non avete contratti e ingaggi prima della partenza, dovete farvi riconoscere l'equipollenza degli studi, ottenere tutti i presupposti per potervi iscrivere all'ordine professionale e poi potrete lavorare. Pensateci bene, potreste essere costretti a ricominciare gli studi.

A Montreal quasi tutti parlano 2 lingue molto bene, spesso 3. Il francese é indispensabile per lavorare, l'inglese é indispensabile per avere un buon stipendio. Gli emigranti spesso sono molto ben preparati e disponibili, la concorrenza é agguerrita e i candidati migliori appartengono all'altra metá del cielo.

Settori in crescita: energia, minerario, informatica, videogiochi, software, aeronautica, alimentare, costruzioni, turismo, piccolo commercio, spettacoli e eventi, istruzione, elettronica.
Settori in crisi: chimica, meccanica, tessile, stampa.

I consigli più brutali: cercate lavoro fin da subito, non concentratevi solo a Montreal per la ricerca e siate di bocca buona. A Montreal é paradossalmente più facile diventare piccoli imprenditori che dipendenti. Il fattore tempo é però primordiale. Prima di capire chi siete, dove siete e cosa potete progettare, passa almeno un anno e le finanze si riducono. Il tempo scorre con la stessa velocità con cui si riduce la cassa!  Cercate e mettetevi in testa di accettare anche lavori semplici, soprattutto all'inizio. Se volete diventare imprenditori fate un giro su questo sito:
http://www.acquizition.biz/prod/home-fr.html

Fuori città ci sono aziende che fanno fatica a trovare operai e assumono con maggiore facilità, come la Liberté a St-Hyacinthe o i siti minerari di Val d'Or che non vengono aperti per mancanza di minatori (forse il consiglio é eccessivamente brutale, ma...).

Il settore agricolo e veterinario é sempre alla disperata ricerca di manodopera, ma solo a partire da primavera / estate.

A Montreal ha sede una delle più grandi aziende dell'industria turistica canadese (TRANSAT). Transat spesso é alla ricerca di personale: 
http://www.transat.com/fr/carrieres/carrieres.aspx

Anche i grandi hotel cercano personale, ma solitamente non assumono direttamente, ma attraverso le agenzie di lavoro interinale, le stesse che operano in Europa (Ranstad, ecc.). Lo schema di offerta, domanda non cambia, visitatele tutte e non aspettatevi nulla, ma a volte ...

Una delle istituzioni ufficiali maggiormente coinvolta nello sviluppo del lavoro e di domanda e offerta é Emploi Quebec a cui si rivolgono sia i datori di lavoro che i candidati:
http://emploiquebec.net/regions/montreal/index.asp

Lavoro part-time, turni festivi e serali, sostituzioni di maternità, tutto é valido e disponibile, come ovunque, ma ricordatevi:

  • la paga é settimanale (anche per i dirigenti), non esistono 13/14/TFR, non esiste la pensione come in Italia (...), tranne che in casi particolari. Esiste la pensione minima per tutti (600 $ mese, circa);
  • per il primo anno non sono previste ferie, dal secondo anno 1 settimana, ecc.ecc. Massimo quantitativo di ferie: 4 settimane dopo 5 anni di lavoro nella stessa azienda. Se cambiate azienda si riparte dall'inizio...;
  • non esiste l'assenza per malattia. Dal 1 giorno di assenza per malattia vi viene effettuata una trattenuta sullo stipendio per ogni ora/giorno di assenza;
  • non esistono contratti a tempo indeterminato, nel senso che licenziarsi o essere licenziati é molto semplice e per il primo anno, il preavviso é di una settimana. 

Tutti questi "incubi" fanno spesso parte di una contrattazione azienda-dipendente seperata.

Per avere un'idea più vasta delle opportunità e delle realtà locali fate un giro anche sul sito del Ministero per l'Immigrazione, potrete trovare tantissime informazioni e consigli.
http://www.immigration-quebec.gouv.qc.ca/fr/region/montreal.html

La rete é piena di blog, forum, discussioni. A volte é interessante frequentare i gruppi dedicati al Quebec e all'Emploi Quebec su Linkedin. 

Mi hanno detto che con questo post faccio paura. Forse, ma é la cruda e semplice realtà.
Notizie positive: i datori di lavoro e i colleghi sono pazienti e se ti impegni ti apprezzano e ti aiutano. Se inizi a lavorare e sei intraprendente, hai continue occasioni, se sei dinamica/o troverai sicuramente una strada e la possibilità di realizzarti. Un caro amico un giorno mi ha spiegato la differenza tra il lavoro in Italia e in Canada: in Italia all'inizio sono tutti gentili, ti dicono che sei bravissimo, si dimostrano disponibili e poi, non appena cominci a pedalare e a vedere dei risultati, ti pugnalano alle spalle. Qui, devi sputare sangue all'inizio, non ti regala niente nessuno, ma non appena si accorgono che ti impegni e che sei utile, ti applaudono e sono con te.

Stipendi, Sindacati, Orari, ecc. alla seconda puntata!